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Tuesday, September 24, 2013

L'epistemico ritorno del Dott. Celtic Freud


La vita del metallaro, pur trovando nel Metal un punto fermo e monolitico, é costellata di dualismi: birra-vino, spaghetti-penne rigate, bolas-placebo, sedere-seno, Risiko-poker baratto e così via. Tutti questi dualismi sono problematici in quanto la scelta di uno o l'altro dei due corni (satanici) del dilemma porta, dolorosamente, a escludere l'altro, che merita comunque. A mio parere, però, di tutti i dualismi che il Metal ci offre il più complicato e controverso é senza dubbio il seguente: CAPELLI-PELATA.

Per anni i pelati sono stati messi in secondo piano, per non dire al bando, nell'ambito metallaro (badate bene, però, non dal Metal, come vedremo poi) ma, ultimamente, le cose sembra stiano cambiando, anche se molta strada é ancora da fare. A mio parere, la questione parte dal fatto che, in genere, dall'audience metallaro, viene condiviso il seguente assioma: "Un pelato é un uomo senza capelli."

Ritengo che ci sono dei motivi fondati per dubitare di questo assioma.
Prima di tutto, esso é palesemente riduttivo e sembra non tenere in conto di ciò che la ricerca ci dice riguardo alle differenze sostanziali che ci sono tra capelloni e pelati (per esempio, é sperimentalmente provato che i secondi hanno più barba e baffi dei primi. Guardate qui ). Inoltre, esso é stato probabilmente formulato da dei capelloni per mostrare la loro superiorità: tuttavia, vorrei fare notare a costoro che é molto più semplice per un pelato farsi passare per capellone che viceversa. A partire da queste profonde considerazioni, credo che l'assioma di cui sopra va riformulato e sostituito con il seguente:
"Un pelato é un'entità distinta da un capellone."

es. A
Varianza tra i gruppi
 
chi è il più pettinato?

Tale assioma implica un dualismo ontologico, ovvero una distinzione netta tra essenze. In breve, é come se capelloni e pelati fossero rappresentanti di due mondi distinti e portatori di due visioni del mondo differenti. Credo che nel metal ci siano esempi in cui il riconoscimento di questo dualismo abbia avuto degli esiti virtuosi e in cui, viceversa, il disconoscimento abbia portato a danni e problemi. Un esempio virtuoso in questo senso é sicuramente rappresentato dai principali compositori delle musiche dei Down, ovvero Pepper Keenan e Kirk Windstein, rappresentanti del dualismo di cui sopra. Da quanto si può vedere, il mantenimento dei capelli e della pelata in ognuno dei due chitarristi ha permesso un bilanciamento compositivo funzionante. Tuttavia, il mezzo fiasco dell'EP Down IV potrebbe far pensare che o Pepper Keenan stia diventando calvo o Kirk Windstein sia prossimo a un trapianto di capelli. Infatti, il problema é questo: il pelato tende a essere più esuberante della media dei capelloni. Dunque, nei fragili equilibri e nelle dinamiche interne a un gruppo metal, la presenza di due pelati tende a essere più un fattore di divisione che di unione. Il tanto discusso Kerry King (ma molto saggio) é da anni consapevole di questo rischio e, infatti, si é affiancato di capelloni fino alla morte di Jeff Hannemann (che potremmo definire il 'polo compositivo pilifero' degli Slayer) e, dopo tale perdita, ha rimesso in piedi un gruppo in cui la sua testa é l'unica pelata.

es. B
Varianza interna ai gruppi
 chi è il più pettinato?

Va sottolineato che ci sono gruppi che non sono in grado di reggere la presenza di un pelato, specialmente quando quest'ultimo viene erroneamente scambiato per un capellone. É il caso degli Iron Maiden e del loro disco più controverso e problematico, The X Factor. Tale album mostrava delle grandi potenzialità in un mare di difficoltà e passi falsi ma ciò non era dovuto all'abbandono di Bruce Dickinson o ai problemi personali di Steve Harris. Piuttosto, era dovuto al fatto che Blaze Bailey era un finto capellone, ovvero un pelato non riconosciuto come tale, e dunque, non essendo stata compresa questa sua qualità, non é state considerata in sede di composizione e produzione del disco. In altri termini, é come se Steve Harris avesse scritto i pezzi pensando a un cantante capellone. Se li avesse invece adattati al pelato, allora The X Factor sarebbe diventato un capolavoro e Blaze Bailey sarebbe ancora il frontman del gruppo. Oppure, prendete i Queensryche, che per anni hanno vissuto nell'illusione di nascondere a Geoff Tate la sua calvizie e hanno intelligentemente adattato le musiche a questa sua qualità, per poi, di fronte all'evidenza, dovergli comunicare che era sempre stato un pelato e farlo così crollare psicologicamente.

Da questi pochi esempi, spero di avere mostrato come il Metal concepisca la presenza di capelloni e pelati e consideri che l'equilibrio tra loro é sempre delicato. In questo senso, gli ascoltatori devono adeguarsi a questo dualismo e accettarlo più come una possibilità che come un vincolo.

Colonna sonora consigliata:



bonus track

Friday, October 21, 2011

L'epistemico ritorno del Dott. Celtic Freud

Buongiorno a tutte e tutti, amiche e amici del Metal necessitanti di suggestioni psicologiche. 
 
É passato molto tempo dall'ultimo nostro incontro e per questo vi chiedo scusa ma avevo le mie ottime motivazioni. Infatti, ho messo su famiglia, ovviamente suggellando il patto con mia moglie con un rituale satanico, un pranzo di 16-20 ore di seguito a Joppolo Giancaxio e la benedizione di tutta la redazione di SOLOMACELLO.
Ora, so che a nessuno di voi importa molto delle mie vicende personali ma questo preambolo ha la funzione di contestualizzare l'episodio che ha portato alle mie dotte riflessioni di oggi. 
Dunque, tornato dal mio viaggio di nozze in Norvegia, la redazione di SOLOMACELLO mi fa avere il 

 I wish you were here

regalo per lo sposalizio, un buono per l'acquisto di un impianto audio per ascoltare il Metal in santa pace a casa da ritirarsi presso un noto negozio di elettrodomestici. Vado dunque in questo luogo e a fare la fila con me c'é il famoso cantante beat Shel Shapiro.

 Vengo in pace. Portatemi dal vostro Capo.
 
Non essendo né un metallaro né un pelato, quest'uomo non può suscitare la mia simpatia in nessun modo. Tuttavia, mi sorprende ciò che sta acquistando, ovvero DUE ROBOT PER FARE LE PULIZIE DI CASA!
 

reperto 1                                           reperto 2 

La cosa mi colpisce assai: nonostante non sia un metallaro, Shel é pur sempre un rocker, dunque come può avere l'esigenza di fare le pulizie di casa? Già é deprecabile che abbia una casa sua (i veri rocker/metallari dovrebbero vivere perennemente a sbafo di tipe, parenti o amici), ma che senta l'esigenza di pulirla mi sembra scandaloso. Indignato (anzi, indignado), ritiro il mio regalo di nozze e torno nel mio studio dove inizio l'analisi del mio controtransfert
verso Shel Shapiro. In altre parole, cerco di comprendere se la mia indignazione sia giustificata o meno. Dunque, fermi restando i principi sopra esposti riguardo il rapporto tra rock/metal e pulizie di casa, cosa potrebbe avere spinto Shel a fare un tale acquisto? Mi viene in mente che anche uno dei cicisbei di SOLOMACELLO, Capitan Sbatta, possiede un robot per la cucina e che, richiesto di spiegare il perché di tale tecnologica presenza, lui abbia risposto che serve a evitare un bel po' di sbatte culinarie. Dunque anche Shel potrebbe avere comprato i robot per evitarsi le pulizie di casa, ma questo va comunque contro il principio per cui un metallaro/rocker non deve nemmeno sentire l'esigenza di vivere nel pulito. Il rock/metal è infatti sinonimo di sporcizia. Cerco dunque altre possibili giustificazioni e, camminando per lo studio, lo sguardo mi cade sulla discografia dei Voivod e sul disco del progetto Probot di Dave Grohl e mi sovviene un'idea: Shel Shapiro è rimasto così folgorato dalla tecnologia da decidere di mettersi un robot qualsiasi in casa e il negozio di elettrodomestici più vicino a casa sua pareva offrirgli una soluzione in tempi rapidi. Ovviamente, ciò giustificherebbe il suo comportamento perché avere un robot in casa, in base alla legge Voivod-Probot sopra accennata, é una cosa molto rock/metal. Altrettanto ovviamente, i due robot per le pulizie comprati da Shel non sono oggetti cosí rock/metal: per fare le cose per bene un vero rocker/metallaro dovrebbe mettersi in casa Voltron o Goldrake o Daitarn 3.
In attesa di vostre considerazioni sull'argomento, vi metto qui due 'scariconi' (come li chiamate voi giovani) molto legati alle tematiche trattate:

 QUI

 QUI

Un caro saluto
Dott. Celtic Freud



Wednesday, November 03, 2010

CF

Qualche tempo fa, uno dei cicisbei preferiti da SOLOMACELLO, mi ha scritto la seguente missiva:

Vorrei sottoporre all'attenzione del dottor Freud un fenomeno potenzialmente interessante. Ovvero, molti insospettabili metallari si stanno rallegrando dell'uscita del nuovo album dei Pooh, felici che sia un ritorno alle atmosfere progressive di una volta. Posto che i Pooh di qualunque periodo facciano cagare, posto che avere atmosfere progressive sia un difetto visto che il progressive è roba per sfigati privi di senso dell'umorismo, come si pone il dott. Freud di fronte all'argomento?

La questione è piuttosto interessante in quanto varie volte il metal ha avuto a che fare con il progressive. Si pensi, per esempio, a uno dei capolavori dei Black Sabbath prima maniera (quelli col primo Ozzy, per intenderci), Vol. IV (CLICCANDO QUI potete scaricarvelo), che ha alcuni passaggi che potrebbero essere definiti ‘progressive’. Il problema del questo termine è la sua polisemia, ovvero ha così tanti significati che è difficile definirlo in modo preciso e rigoroso. Nel caso del succitato disco dei Black Sabbath, ‘progressive’ sta a indicare il semplice fatto che il suono dei Maestri di Birmingham diventava più variegato e i pezzi assumevano una struttura più articolata che nei primi tre capolavori. Credo che il nostro cicisbeo toscano, nella sua missiva, faccia riferimento a un altro significato di ‘progressive’, che vuole dire ‘molto ricercato’, ‘suonato con estrema perizia tecnica’, ‘con cambi di tempo anche quando non sono necessari’ o ‘evitante il 4/4 e altri ritmi troppo poco difficili da suonare’: tutte cose estremamente noiose e inutili che il metal tende, giustamente, a rifuggire e irridere. In questo senso, il ‘progressive’ non esiste come sottogenere del metal. Per intenderci, non è come il ‘grunge’, che può essere definito come una forma di metal un po’ più depressa (ma con un suo livello di quella che voi giovani chiamate ‘Gayna’) e suonata da 4/5 gruppi a Seattle negli anni novanta.
Il problema è che esiste una sacca di popolazione auto-proclamante se stessa come metallara che ad aspetti come la tecnica, la struttura articolata delle canzoni, etc. da molta importanza e che dunque va a impinguare il conto in banca dei vari Rush, (misteriosamente apprezzati dal nostro cicisbeo del Granducato di Toscana, peraltro) Dream Theater e di altre band noiosissime che NULLA hanno a che spartire con il metal. Questa sacca di popolazione è proprio quella a cui fa riferimento il nostro amico Idiota&Ignorante e presenta le seguenti caratteristiche:

  1. E’ localizzata in specifiche aree del nord Italia, prevalentemente nelle province di Bergamo, Brescia, Trento, Treviso, Trieste e Varese.
  2. Ascolta occasionalmente qualche gruppo metal famoso (Metallica e Iron Maiden su tutti) ma perlopiù predilige i Rush e i Dream Theater e il peggio del rock italiano (Vasco, Ligabue, Le Vibrazioni).
  3. Vede nella perizia tecnica il fine ultimo della musica, non un’eventuale mezzo (non strettamente necessario, peraltro. Prendete Lemmy o Tony Iommi, solo per citare due dei Re della Musica).

Da quanto si può vedere, il punto (c) è quello direttamente legato al ‘progressive’ inteso nel senso del nostro amico toscano. Ovviamente, tale sacca di popolazione para-metallara non ha mai sentito mezza nota dei Pooh dei primi dischi, come d’altronde la maggior parte del genere umano. Il fatto è che, a partire dagli anni ottanta, nelle zone citate in (a) sono nate delle leggende sui Pooh che hanno attecchito tanto e portato a ritenerli un gruppo ‘progressive’. Tali leggende possono essere riassunte nelle seguenti asserzioni dalla forma logica dato che…allora:

  • Dato che Donato Battaglia (il chitarrista) ha una chitarra di livello, allora è molto tecnico (progressive).
  • Dato che Stefano D’Orazio (il batterista) suona con la doppia cassa, allora è tecnico (progressive).
  • Dato che Camillo Ferdinando Facchinetti (il tastierista e il cantante) ha un diploma in composizione classica, allora è tecnico (progressive).
  • Dato che Bruno Canzian (il bassista) suona anche il violoncello elettrico, allora è tecnico (progressive).

Ovviamente, nessuna delle precedenti asserzione è vera, eccetto le premesse di quelle riguardanti il batterista e il bassista (ma che, di per sé, non sono condizioni né necessarie né sufficienti per invalidare le conclusioni).
Tornando al punto (c), qualcuno si potrebbe domandare perché queste sacca di popolazione del Nord Italia (che lavora e che produce) sia così preso dalla tecnica. La risposta è semplice: sono convinti che, più si è tecnici a suonare, maggiore sarà la probabilità di riuscire a conquistare le grazie di qualche entità di sesso femminile. In altri termini, è il Carico Ormonale che convince a trovare un collegamento tra abilità tecnica e conquista di esseri di sesso femminile. Tale convinzione, ovviamente, è erronea: infatti, non risulta che i Dream Theatre (che hanno più di una comunanza con i Pooh, peraltro) e i Rush (il cui cantante ha una sola cosa di livello nel suo curriculum: essere stato a scuola con Rick Moranis) abbiano stuoli di ‘groupies’ ad aspettarli dopo i concerti.

Un caro saluto.
dott. Celtic Freud


Wednesday, September 29, 2010

INTELLIGENZA E
‘QUESTIONE MERIDIONALE’

In questo post vorrei tornare su una questione che SOLOMACELLO ha trattato qualche tempo fa e che ha provocato non poche controversie, ovvero il rapporto tra il Nord e il Sud. Lo spunto mi viene da un articolo pubblicato di recente* dal mio esimio collega Richard Lynn. Richard è uno scienziato serissimo e un ricercatore di grandissimo spessore che ha la passione per le tematiche controverse e atte a suscitare feroci polemiche. Inoltre, egli è anche un carissimo amico con cui condivido molte passioni extra-scientifiche tra cui la caccia alla volpe e le serate presso l’appartamento della signorina Charlotte in via Acacia 22 a Leyton (Londra). Molto brevemente, nell’articolo di cui sopra accennavo (pubblicato su Intelligence, una rivista che già dal nome è indice di serietà e competenza) il buon Richard riporta un dato empirico, ovvero che i quozienti di intelligenza (calcolati attraverso scale Wechsler e Binet) del Nord Italia [che viene giustamente definito “(…) prosperoso come i paesi dell’Europa del centro e del nord (…)” (p. 93)] sono significativamente più alti di quelli del Sud [così arretrato che, negli anni 70, il trasporto delle merci veniva fatto utilizzando gli asini (sempre p. 93)]. Fin qui, siamo a un dato statistico, che viene riportato per quello che è (si veda anche la tabella 1 sottostante, p. 94).

 
A mio giudizio, il ricercatore di livello non lo si vede nell’uso della metodologia di ricerca e della raccolta dei dati, bensì quando deve interpretarli. E qui il mio amico Richard rivela tutta la sua abilità e il suo coraggio. Si può dire che, in tale ambito, Richard (se mi passa il termine) è un ricercatore davvero di razza. Infatti, come spiega le differenze nei quozienti di intelligenza tra Nord e Sud? In questo modo molto originale e innovativo (p. 98): “una possibile spiegazione è che le popolazioni del Nord e del Sud sono differenti geneticamente e tali diversità genetiche sono connesse a differenze nell’intelligenza.” Più specificatamente, il fatto che, nel corso dei secoli, ci sia stata una (p. 99) “diffusione di geni dal Medio Oriente e dal Nord Africa spiegherebbe perché le popolazioni del Sud Italia hanno un livello medio di intelligenza tra 89 e 92, ovvero intermedio tra quello del Nord Italia e del Nord Europa (che si assesta sul 100) e quello del Medio Oriente e del Nord Africa (che è compreso in un range tra 80 e 84).” In altri termini (per chi non lo avesse ancora capito), il motivo per cui i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali è il fatto che hanno subito una dominazione da popolazioni africane e medio-orientali. Come dicevo prima, tale conclusione ha suscitato forti polemiche e ha portato vari meridionali ad associarsi contro il povero Richard (che è sempre stato persona ragiuonevole e pacata).
Vorrei ora discutere criticamente l’articolo del mio amico Richard di modo da potere apportare dei miglioramenti al lavoro (è così funziona la scienza, bellezza, e tu non ci puoi fare niente). Muoverò tre critiche, le prime due metodologiche e la terza riguardante l’interpretazione dei dati.

  1. Richard sembra non tenere conto (infatti ne accenna molto brevemente solo a p. 98) del fatto che il Nord Italia (che lavora e che produce) ha subito e subisce tuttora una massiccia immigrazione dal Sud Italia (che non lavora e che non produce). Questo è provato dall’esistenza di associazioni di meridionali residenti al Nord come il S.A.T.A.N., l’A.N.O. (Associazione Napoletani Organizzati) o il G.E.S.U. (Gruppo Eversivo Sud Unito), quest’ultimo accogliente le frange più estremiste (quelle, per intenderci, che non si perdono un concerto dei 99 Posse e Luca 'O Zulù e che rifiutano di mangiare la pizza al di fuori del centro storico di Napoli). Tali associazioni sono radicate sul territorio del Nord molto più della Lega e vantano milioni di soci. Dunque, caro Richard, è altamente probabile che, quando hai fatto compilare i questionari dei test di intelligenza al Nord, tu abbia testato molte di queste persone. Questo potrebbe avere inficiato alla base la tua ricerca.
  2. Ammettiamo tuttavia che la ricerca di Richard non abbia il problema metodologico individuato in (A). Dunque, concediamo che Richard sia riuscito a cogliere le reali differenze nell’intelligenza tra Nord e Sud. Alla luce di questo, risulta piuttosto difficile da spiegare come mai la Campania abbia dei risultati superiori (dalla Tabella 1, Mean Education = 439; Quoziente di Intelligenza = 90) rispetto alla Sicilia (Mean Education = 427; Quoziente di Intelligenza = 89). Questo risulta molto controverso specialmente se rapportato ai risultati di uno studio che il sottoscritto e lo statistico di fama internazionale, il Professor Renato Mannhellhammer, abbiamo pubblicato di recente**, dove mostriamo molto chiaramente come l’intelligenza (e dunque la produttività) in Campania *** sia molto inferiore rispetto alle altre regioni del Sud. Ritengo che, in tal caso, caro Richard, la selezione del campione e l’analisi dei dati che hai svolto risentano di qualche grave carenza.
  3. Richard afferma che l’inferiorità intellettiva dei meridionali rispetto ai settentrionali è dovuta all’influenza negativa delle popolazioni del Nord Africa e del Medio Oriente, notoriamente poco intelligenti. Tuttavia, tale interpretazione mi pare abbastanza controversa. Infatti, prendiamo in considerazione uno specifico artefatto culturale come la musica: risulta chiaro che le popolazioni originarie dell’Africa abbiano portato un grandissimo contributo in questo senso (cito solo pochi esempi a caso: Stevie Wonder, Miles Davis, John Coltrane. Jimi Hendrix). Tuttavia, tale contributo non è stato per nulla raccolto dalle popolazioni del Sud Italia, che continuano anche ora a produrre musica di pessima qualità (cito solo pochi esempi a caso: Pino Daniele, Gigi D’Alessio, i succitati 99 Posse, gli Almamegretta, Raiz). Ciò a mio parere dimostra come l’argomento dell’influenza (genetica o culturale) delle popolazioni del Nord Africa e del Medio Oriente non sia così esplicativo del fenomeno dell’inferiorità intellettiva dei meridionali come Richard suggerisce e debba dunque andare incontro a un ridimensionamento sostanziale.



    ** Freud, C & Mannhellhammer, R 2009, ‘Terronia is not all the same. Significant differences in intelligence among South-italian regions’, Journal of Statistical Methods for Metal Psychology, Vol. 666, pp. 13-17.

    *** Specialmente nel triangolo Napoli-Caserta-Scampia.


    Spero che tali punti critici servano al mio amico Richard a riformulare la sua ricerca e a proseguire la sua luminosa carriera. Ne approfitto per mandargli due mp3 che mi aveva chiesto qualche tempo fa a una conferenza (e che metto a disposizione dei lettori):

    Don’t Call Me Nigger, Whitey 
    di Sly & the Family Stones



     e The World is a Ghetto
     degli War




    Un caro saluto a Richard e ai lettori!

    dott. Celtic Freud

Wednesday, September 15, 2010


Caro Dottor Celtic Freud, 
le scrivo dopo aver letto con grande ammirazione le risposte che ha dato a molte persone con problemi simili ai miei. Sono convinto che lei possa darmi davvero una mano e aiutarmi a superare questo momento difficile.
Il problema è uno solo: ho 29 anni e ancora non riesco a smettere di masturbarmi. In tram, al lavoro, a casa, mentre ceno. Non ci riesco. Chi non mi conosce vedrà solamente una mano in tasca, ma chi mi conosce sta cominciando a capire qualcosa. Ieri sera ho fatto piangere il drago pensando a Doro Pesch! Doro Pesch, cacchio. La sera prima ho “usato” Liv Kristine e quella prima ancora Karyn Crisis. Ma le donne del metal stanno per finire. E non vorrei davvero ritrovarmi a dover usare espedienti tipo questa foto in cui Cronos sembra una tipa per dare piacere a me stesso. Ma soprattutto: ci ho messi 43 minuti a scrivere questa mail con la mano sinistra. E’ una perdita di tempo inammissibile. Sto rischiando il lavoro e quello straccio di vita sociale che m’è rimasta, il Club Del Risiko del Lunedì sera.
Per favore, per favore!
Ringraziandola in anticipo
Thomas T.




Gentile Thomas (di cui abbrevio il cognome per anonimato),
ti ringrazio per le gentili parole e per la fiducia riposta nella Psicologia del Metal per la soluzione del tuo problema. Come dico sempre ai miei pazienti, il riconoscere una difficoltà è il primo passo per risolverla, anche se il percorso può essere molto accidentato e pieno di imprevisti.
Per prima cosa, cercherò di formulare una diagnosi sulla base delle informazioni che mi hai dato. So che non apparirò molto professionale per questo, in quanto per formulare una completa e corretta valutazione dovrei incontrare il paziente per almeno 5 volte. Tuttavia, so che chi soffre del tuo disturbo spesso non riesce a decidere di andare da un terapeuta (specialmente se di sesso femminile) per un comprensibile senso di vergogna, dunque andrò contro la procedura diagnostica standard per venirti incontro. Partiamo da una disamina dai due elementi principali che mi fornisci nella tua missiva:
  • Contesto di Sviluppo (CS). Se hai davvero 29 anni, vuol dire che sei nato nel 1980 o nel 1981. Ciò vuol dire che, da bambino, hai vissuto negli anni 80, ovvero il periodo in cui i media italiani cominciavano a mostrare le forme femminili in modo molto audace e prorompente. Molto probabilmente, tale esposizione a queste forme non è stata adeguatamente contenuta dai tuoi genitori (i quali non sono riusciti a farti capire che entità come Sabrina Salerno o Samantha Fox non esistono in natura) e ciò ha portato la tua mente a formare una rappresentazione distorta del genere femminile.
  • Musica (M). L’ascolto di una musica come il metal porta molti giovani (esclusi quelli che lavorano nella redazione di SOLOMACELLO) a non avere molti contatti con il genere femminile e dunque a non partecipare spesso a attività ludico-procreative. Considerando il tuo problema e ciò che fai il lunedì sera, presumo che tu non sia ancora ‘entrato in una donna’, per dirla senza tecnicismi*.

Devo sottolineare che CS e M, sebbene siano da considerarsi entrambi le cause del tuo disturbo, sono due fattori tra loro indipendenti (in altri termini, l’uno non causa l’altro e viceversa) ma mutualmente influenzantisi. Dunque, è la correlazione tra questi due fattori a essere patogena, non l’uno o l’altro presi singolarmente. Perciò, attraverso il calcolo del coefficiente di correlazione di Pearson, si dimostra che:



Facendo riferimento al CFSDM-IV (ovvero il Celtic Freud Statistics and Diagnostic Manual, Quarta Edizione), un valore di r così alto permette di formulare la diagnosi di Disturbo Compulsivo dovuto a Fattori Ambientali Nefasti e a Deprivazione Continuata. Per risolverlo ti consiglio una terapia di tipo cognitivo-comportamentale di almeno 3 sedute a settimana presso la struttura del mio collega e amico dott. Celtic Jung.
Un caro saluto.
dott. Celtic Freud


*Caro Thomas, se per caso sei entrato a visitare la Statua della Libertà a New York, sappi che non è quello che intendevo dire.

Tuesday, August 31, 2010


Uno dei maggiori problemi trattati dalla Psicologia del Metal è certamente quello dell’obesità (che, peraltro, colpisce diverse persone qui nella redazione di SOLOMACELLO). Qualcuno di voi mi ha scritto chiedendomi se esiste una relazione causale diretta o, quantomeno, un’alta correlazione tra l’essere obesi e l’ascolto di musica metal. La domanda è certamente pertinente. Purtroppo, a livello empirico, appare piuttosto difficile rispondere per via del cosiddetto problema della ‘terza variabile’ (ovvero, presa una popolazione di metallari sovrappeso, come è possibile stabilire che l’aumento di peso e massa corporee dipenda esclusivamente dall’ascolto del metal e non da altre variabili come l’essere stati mollati da una tipa, l’apertura di una gelateria sotto casa o l’intraprendere un viaggio negli Stati Uniti d’America?). In questo senso, la maggior parte degli studi apparsi in letteratura sembra presentare gravi problemi metodologici nell’isolare la variabile indipendente ‘musica metal’ e capire che rilevanza causale abbia sulla variabile dipendente ‘peso-massa corporea’.
Dalla mia esperienza di clinico-ricercatore, quello che mi sento di sottolineare è che l’ambiente (non solamente la musica) nel quale si muove il metallaro sembra presentare molti ‘fattori di rischio’ per l’obesità. Tra di essi, vorrei sottolinearne tre, così da poter fornire anche un abbozzo di linea guida per un eventuale intervento di prevenzione:

  1. La quantità di venditori di panini con wurstel, cotoletta e salamella che campeggiano al di fuori dei concerti .
  2. Le quantità di birra che vengono consumate durante le varie attività ricreativo-sociali a cui partecipa il metallaro medio.
  3. L’assenza di tipe a cui il suddetto metallaro medio deve fare continuamente fronte.

Si noti che i suddetti punti sono, in genere, tra loro interconnessi in quanto, se il metallaro medio si trova alla condizione (3), è probabile che si butti in (1) e (2) con grande vigore. In altri termini, il metallaro medio, non potendo esprimere il proprio carico ormonale in (3), lo utilizza in (1) e (2) (in termini tecnici tale processo si chiama ‘Spostamento dell’Oggetto del Carico Ormonale’). Da ciò si può dedurre come (1) e (2) svolgano un’importante funzione per la collettività, in quanto pongono un freno alle conseguenze che l’espressione del suddetto carico da parte di una grossa popolazione metallara potrebbe avere. 
Qualcuno di Voi lettori potrà domandarsi se la questione dell’obesità riguardi anche le metallare. A ciò mi sento di rispondere che i dati sono per ora insufficienti in quanto ci sono pochi individui di sesso femminile nell’ambito del metal. Alcuni miei colleghi affermano che l’aumento di peso e massa corporea colpisca più le metallare che i metallari ma, a mio parere, le loro descrizioni cliniche od osservative sono inficiate da un errore di attribuzione piuttosto madornale. Ovvero, scambiano per metallare ascoltatrici di musica dark-punk che a volte si presentano ai concerti metal qualora il gruppo abbia delle proprietà attinenti al loro genere musicale preferito (per il quale è stata in tempi recenti trovata una relazione causale diretta con l’obesità).


Nessun Sindaco del Metal è stato usato come campione per l'indagine qui presentata.

Wednesday, February 10, 2010

Quarta puntata

Caro Dottor Celtic Freud,

questa volta l'ho fatta grossa. Mi aiuti, la prego. Sono disperato.

Come forse si ricorda da quella volta che ci incrociammo al concerto dei Bathory di Rivanazzano Spremuta (PD) sedici anni fa, sono una persona aperta di vedute: ascolto sia Black Metal che Death Metal. Questo da sempre: ricordo con piacere quella volta che stappai la mia prima pugnetta con un 7" dei Venom (già allora non ero, purtroppo, un campione di resistenza). Ah poi che belli i 45 giri col buco grande in mezzo! Ma sto divagando.

Vengo al sodo.
Qualche tempo fa stavo navigando in rete e ho letto una notizia sconvolgente, ovvero questa. Gaahl, il cantante dei Gorgoroth, è GAY!
Dopo aver letto la notizia mi sono chiuso in me stesso: non riuscivo a darmi pace. Com'è possibile? E ora che succederà? Ci sono moltissime probabilità che io stesso, senza accorgermene, un giorno mi svegli preda di questa terribile malattia!
Sono certo che la scienza pissicologgica abbia già dovuto trattare in passato drammi come questo e che quindi una risposta, da qualche parte, esista già. Ma sono altrettanto certo che nessuno saprà aiutarmi meglio e più in fretta di lei.

La prego, la prego, non mi voglio svegliare busone!!!!!!!!
Per sempre suo,

CorpseFucker1959

PS: Vuole venire con me a vedere La Bella E La Bestia?


Caro CorpseFucker1959,

quello che tu sollevi è un annoso problema per il mondo del metal, che non accetta l’omosessualità in quanto, basandosi su dati empirici solidi e scientificamente indiscutibili, la considera una vera e propria malattia. Sfortunatamente, questa piaga sta colpendo molti rappresentanti del metallo, alcuni davvero insospettabili (guarda qua, per esempio), e per questo sia la redazione di SOLOMACELLO sia la Psicologia del Metal sta cercando di trovare i modi per arginare il fenomeno.

Purtroppo, sono spiacente di dirti che, nonostante sia possibile formulare diagnosi di omosessualità in modo rigoroso, per ora non esiste ancora una terapia riconosciuta che si possa dire efficace nel contrastare tale patologia. Questo vuol dire che, se una persona ne fosse affetta, sarebbe davvero difficile guarirla, almeno allo stato attuale della ricerca. Nel tuo caso, poi, penso che la situazione sia gravemente compromessa. Ciò non solo per le più o meno esplicite avances che mi hai mosso nella missiva(e di cui ne sono lusingato, in un certo senso) e per la morbosa attrazione per i fori che sembri avere, ma anche per alcune caratteristiche fisiche e comportamentali che avevi mostrato al concerto dei Bathory di Rivanazzano Spremuta (PD) sedici anni fa e che mi avevano fatto sospettare una tendenza all’omosessualità.


Nell’ordine:

· Il chiodo ricoperto di paillettes rosse che indossavi sopra una canottiera viola in stile Don Johnson in Miami Vice.

· I pantaloni di pelle nera attillatissimi.

· Il fatto che, con la scusa della ressa per fare la fila al bancone del bar, toccavi il sedere a chiunque maschio ti capitava a tiro.

· L’inizio di calvizie incipiente (al periodo dovevi avere circa 19 anni, vero?), segno di una disfunzione ormonale strettamente correlata all’omosessualità.


Dati questi elementi, penso che ci sia davvero poco da fare. Da parte mia, non ho consigli da darti, se non quello di nascondere e mascherare il più possibile questa piaga.


Un caro saluto,

Dott. Celtic Freud